Libro per chi si crede un umano

ehretismo-illusione-essere-umanoSembra che anche per me sia venuto il momento di scrivere un libro. Anche se ho dei seri dubbi che sia davvero il momento.

In questa era tecnologica non è difficile scrivere un “libro”, basta che hai Open Office Writer e puoi scrivere, poi se hai la suite di Adobe Acrobat o simili puoi anche impaginare e preparare il file da consegnare alla stamperia. Ti trovi un “editore” disposto a pubblicare qualsiasi cosa, ed è fatta, ora fai parte della schiera degli autori.

Caso mai, il problema nello scrivere un libro sono i contenuti da inserirvi, ma molti risolvono il problema raccogliendo materiale a destra e a manca, cambiano qualche parola o paragrafo qui e là ed escono con il “loro” nuovo libro, a volte anche con le spiacevoli conseguenze che ne derivano, senza aver forgiato una singola idea originale.

Oggi l’editoria vive con i filoni che si scoprono man mano che un argomento diventa di moda, allineato ai desideri e bisogni dell’essere umano. Basta che metti nella casella di ricerca di una libreria online frasi come “potere personale”, “diventare ricchi”, “affascinare gli altri”, “infallibile seduttore (o seduttrice – il genere femminile non è esente dal desiderio di vedere affermata la propria personalità)”, “Autostima” “Diventare ipnotizzatore” e addirittura “Diventare auto-ipnotizzatore” (ipnotizzatori di sé stessi, come se fosse possibile, se riesce hai creato un’immagine di te e poi l’hai ipnotizzata), e se oggi non hai niente da fare potrai impegnare l’intera giornata a leggere la scheda di ogni libro elencato nei risultati della ricerca.

Il successo di questi libri è dovuto al fatto che la maggior parte delle persone si considera un anonimo in una massa altrettanto anonima e desidera apparire, ricevere le attenzioni dei propri simili, avere milioni di euro per fare una vita agiata e dedicarsi alle attività preferite e ai propri sogni per poi, di nuovo, apparire.

C’è una “ossessione ad apparire” che governa la vita degli esseri umani. La quasi totalità delle persone ritiene che per esistere si debba essere “visti”. La credenza profondamente radicata è che se nessuno ti vede, inteso come salutarti, sorriderti, farti i complimenti, ma anche riscontri negativi, quando quelli positivi non arrivano, come odiarti, rimproverarti, deriderti, incolparti, ecc, non esisti.

Puoi osservare questo in personaggi famosi che dopo aver raggiunto l’apice del successo sono finiti nel dimenticatoio, scompaiono nell’oblio, nessuno più chiede di loro e pur di ritornare visibili sono disposti anche a farsi mettere alla berlina, come puoi notare dalla partecipazione nei vari reality delle ormai non più brillanti star.

Per alcune star ormai dimenticate il viale del tramonto porta alla depressione, alla malattia e a volte perfino al suicidio, come dimostrazione che l’ossessione ad apparire è reale.

Le soluzioni proposte in quei libri danno dei risultati temporanei, e il successo dei vari “coach”, “formatori”, “facilitatori”, “rivivificatori”, “riconnettori” ecc. dipende solo dalla loro promessa di offrire risposte al bisogno di apparire del singolo individuo.

Pare che nessuno sia in grado di esistere di per sé senza l’approvazione dei suoi simili. Per molti venire lasciati soli è mortale. La vita è interscambio di attenzione, che sia supporto materiale, complimenti, denaro, un abbraccio e scambio di interessi. I bambini vogliono sempre farti vedere i disegni che hanno fatto, e se non li guardi e non dici che sono belli (e sono belli per chi li ha fatti) perdono il sorriso e il loro volto si oscura. Questa è la vita come umanità e l’offerta delle proprie creazioni da percepire tramite i sensi, anche solo guardando, non necessariamente lo scambio di beni materiali, costituisce la base delle relazioni umane. Far notare la propria esistenza è necessario per vivere, altrimenti se nessuno sa che ci sei non ti si potrebbe offrire un lavoro, portarti da bere al tavolo, chiederti di sposarti, chiederti cosa ti serve e tutto quanto occorre per vivere in una società.

Per vivere come essere umano le relazioni con altri esseri sono necessarie. Il problema risiede solo nell’ossessione ad apparire, come pure anche nel suo diretto opposto, non voler essere visibile.

Ritirarsi in solitudine a causa di problemi sorti dalle interazioni con altri esseri umani è patologico. Come è patologica l’ossessione ad essere al centro dell’attenzione fra i propri simili. Ci sono persone che dedicano tutta la loro vita a cercare di apparire, un esempio potrebbe essere la ora principessa Kate, che fin da bambina ha perseguito l’obbiettivo di diventare principessa. Ma vale anche per il bullo del quartiere o per chi si accontenta di prevalere nella cerchia dei propri amici o compagni di lavoro, anche se quasi tutti nutrono il segreto desiderio di raggiungere il successo di una star mondiale.

Le beauty farm e i centri di chirurgia estetica sono una dimostrazione dell’ossessione dilagante ad essere belli, sempre per apparire, anche se a chi chiede “Perché lo fai?” viene risposto “Per piacere a me”. Non è vero, è sempre in funzione al voler ricevere l’attenzione da parte di altri.

Una volta succedeva che una ragazza si occupasse della sua linea e tenesse il suo aspetto curato, poi una volta sposata le forme cominciavano a perdere la linea e l’aspetto non era più così curato. La morale di allora imponeva fedeltà e il divorzio era impensabile e non essendoci più spasimanti da cui ricevere attenzione, se quello era il bisogno primario, svaniva la necessità di “mantenersi belle”. Ugualmente per il marito, la pancetta poteva ora fare bella mostra di sé, non essendoci più la necessità di mostrare addominali scolpiti.

Oggi i matrimoni sono come dei contratti a termine, la fedeltà reciproca è appannaggio di poche coppie, e l’essere sposati non preclude più la possibilità di nuove esperienze con partner più disposti a dare attenzioni dell’attuale e quindi la cura del proprio corpo e avvenenza viene mantenuta. Non sto dicendo che sia sbagliato curare il proprio aspetto, sto parlando solo del fine.

E nemmeno sto esprimendo il mio orientamento morale, se ma ne avessi uno, non vorrei essere scambiato per un cristiano fondamentalista o qualcosa del genere

E ovviamente, ritornando alla ricerca di attenzione, non sto parlando di te, ma questo vale comunque per una buona parte della società attuale.

I libri che dichiarano di farti diventare ricco, bello, affascinate, potente, influente, ecc. hanno successo perché promettono di farti diventare quello che stai cercando di essere, cioè te stesso: DIO.

Solo che il risultato dell’applicazione di tali libri, della partecipazione a corsi e seminari condotti dai vari coach, facilitatori, formatori ecc. ti possono solo far diventare una pantomima di dio, temporaneamente, a volte nemmeno oltre il tempo necessario per tornare a casa, e qualche volta possono portare a condizioni peggiori di quando si è partiti.

autostima

E’ piuttosto recente la coniazione del termine “autostima”. Questa è una contraddizione che dimostra quanto spesso chi la promuove non capisce granché. Wikipedia men che meno, se leggi la definizione proposta:

L’autostima è il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare e apprezzare se stesso tramite l’auto-approvazione del proprio valore personale fondato su autopercezioni. La parola auto-stima deriva appunto dal termine “stima”, ovvero la valutazione e l’apprezzamento di se stessi e degli altri.

Dalla definizione sembra che chi si autostima faccia tutto da solo senza alcuna relazione con l’esterno. Cioè tutto quello che uno deve fare è prendere atto del proprio valore in base a quello che percepisce di sé stesso ed è fatta. Un stima però può essere fatta solo comparando qualcosa a un modello e quale modello viene usato? Un modello con le caratteristiche che sono desiderabili nella società in cui si vive, che non è altro che il modello coniato ed offerto dal mainstream. Inoltre spesso le cosiddette autopercezioni sono in realtà concetti di caratteristiche e qualità che si vorrebbero avere, piuttosto che realmente possedute. E quando interagendo con il mondo l’inconsistenza di tale autostima diventa manifesta, lascia il posto alla delusione.

Dopo aver visto quanto ciarpame viene offerto al pubblico ho pensato di scrivere un libro che potesse realmente offrire una introduzione all’effettivo miglioramento di sé e non di qualcosa che Sé non è.

Non è un libro su Arnold Ehret e il suo sistema di guarigione per dare una nuova interpretazione di quanto ha scritto nei suoi libri. I suoi insegnamenti sono di valore, valore dimostrato in quasi un secolo ininterrotto di continua pubblicazione e di migliaia di lettori entusiasti che hanno messo in pratica i contenuti di tali libri.

Pretendere di migliorarli per adattarli ai tempi di oggi sarebbe come cambiare un codice etico perché possa essere applicato in una società degradata. Nel corso dei decenni sono comparsi libri che si rifanno agli insegnamenti di Arnold Ehret per poi risultare personali interpretazioni che solo complicano il genuino sistema di guarigione di Arnold Ehret.

L’uomo di oggi non è cambiato rispetto ai suoi antenati arboricoli o cavernicoli. E’ cambiato il modo di vivere, in appartamenti, ville o bidonville, si viaggia in auto invece che a piedi, ma l’uomo di oggi mangia e defeca, anche se con l’aiuto di lassativi, copula e si riproduce come quello di centinaia di migliaia di anni fa. Uccide come e più di allora. E anche allora esisteva l’ossessione ad apparire, tramite copricapi di piume colorate, tatuaggi, superamento di prove, ecc.

Come corollario, i metodi che funzionavano sull’uomo di cento anni fa funzionano senza sostanziali modifiche sull’uomo di oggi, per farti il succo di carote usi la centrifuga al posto della grattugia, ma il sistema non necessità di essere complicato aggiungendo personali interpretazioni che potrebbero valere solo per chi le ha formulate.

Quindi se proprio volessi scrivere un libro lo farei solo per dire al lettore che viene costantemente ingannato utilizzando il desiderio del miglioramento di sé, perché tutte le tecniche, metodi, coaching, facilitazioni, formazioni, ecc. che attualmente può incontrare sulla sua strada non sono indirizzati al sé.

Se non l’ho mai scritto è solo perché spesso dicendo la verità si diventa piuttosto impopolari, e per quanto non sia interessato ad apparire, nemmeno ho interesse a farmi lapidare!

Questo articolo è comunque una introduzione che per qualcuno potrebbe essere sgradevole, magari ha già speso un sacco di soldi per quei corsi, seminari e libri, e ti sto dicendo che li hai sprecati, ma in realtà è un passaggio necessario, non facendo nulla non si sbaglia, ma nemmeno si può sapere se si può fare la cosa giusta.

Dopo l’introduzione sgradita, il lettore si verrebbe poi a trovare di fronte al contenuto, che per la quasi totalità delle persone potrebbe essere terrificante.

Terrificante perché la Verità lo è. Oggi si fa un bel dire che esistono infinite verità, il relativismo odierno ci porta ad asserire persino che una bugia è la verità, quindi più nessuno cerca la Verità.

Eppure un Verità Prima, da dove poi sono sorte le altre verità relative deve pur esistere. O per lo meno va messo nel campo delle possibilità.

Quando dico che quelle tecniche non migliorano il sé è perché le persone generalmente non sanno né chi sono né dove sono. Se una persona cogliesse appieno il significato di questa affermazione dovrebbe essere terrorizzata.

La mente ha comunque dei filtri, filtri messi lì per impedire che l’essere venga a conoscenza della verità, e quindi ogni reazione è possibile, anche del tipo ma guarda che scemenze che scrive questo qui, e si butta il libro nel cassonetto della raccolta della carta.

Ammettiamo che tu abbia un’idea di chi sei. Se ti chiedo chi sei, potresti dirmi il tuo nome e cognome e altri dati anagrafici, le tue caratteristiche fisiche, orientamento politico, religioso o ateo, professione e qualunque ruolo e caratteristica con cui potresti costruire il tuo profilo in Facebook. Fra parentesi, il successo di FB è dovuto alla possibilità offerta alle persone di apparire, anche se in forma virtuale, ultima spiaggia per la soddisfazione dell’ossessione del riconoscimento della propria personalità. Una personalità che ha preso il sopravvento sull’essere, perché, facendoci comodo, glielo abbiamo permesso, mentre il sé addormentato è stato relegato in un angolo buio e remoto.

Si tratta infatti di personalità, ma la personalità non è il sé, il sé è eterno ed immortale e l’abbellimento, il dotare di poteri sugli altri individui, rendere affascinante la personalità credendo di fare tutte queste cose a noi stessi ci allontana ancora di più da noi stessi e dalla verità.

Immagina un individuo che ha scoperto quali frasi e con quale tono di voce deve dire a una ragazza per fare scattare nella sua mente un interesse ipnotico verso di sé, che vende degli aspirapolvere a massaie facendo leva su aspetti emotivi come ha imparato da un corso di tecniche di vendita, che si mostra tuo amico usando un gentile linguaggio che non ti contraddice mai, e che ha l’autostima alle stelle grazie a tutte queste tecniche che ha imparato. Un individuo così ha impostato la sua vita e le relazioni con gli altri sulla menzogna, non importa quanto gradevole e interessante possa apparire. E non ha un reale contatto con sé stesso. Il vero sé non ha bisogno di artifici per comunicare ed ottenere le cose di cui ha realmente bisogno.

La gentilezza è spesso la propiziazione del bottegaio che si rivolge alle persone che passano sul marciapiede per cercare di farle entrare nel suo negozio con un sorriso, sorriso che si muta in una smorfia di disappunto e risentimento se passi oltre. Ti piacerebbe quel genere di gentilezza? Rimprovereresti chi, tirandoti fuori dall’acqua in cui rischi di affogare, ti sollevasse rozzamente dopo averti preso per un polso lasciandoti un brutto livido? Molto spesso le persone non fanno le dovute distinzioni ed approvano o disapprovano basandosi su apparenze che spesso non corrispondono alla realtà.

Ricercando il vero sé, occorre badare alla sostanza, non alla forma.

Se un vero cambiamento avviene su di sé questo è solo grazie a duro lavoro personale nella direzione della ricerca della verità, non sul costruire falsi sé su delle menzogne.

Per poter arrivare alla verità su sé stessi, ammesso che uno voglia arrivarci, potrebbe anche non essere interessato, non si può fare a meno di considerare che noi in quanto esseri siamo eterni e immortali, a differenza del nostro corpo e della nostra personalità.

E che la condizione umana è poco più di un brutto scherzo che ti hanno fatto. Qualcosa di simile a quanto capitato al funzionario governativo Beeks, quel personaggio del film “Una poltrona per due” che viene imprigionato nel costume da scimmione.

L’umanità è addormentata. Gli esseri umani nascono generalmente addormentati, quei pochi che non lo sono vengono gradualmente addormentati semplicemente rimanendo immersi nell’ambiente culturale in cui vivono. Gli essere umani, se non vengono svegliati, vivono e muoiono addormentati, convinti di aver vissuto l’intera vita ben svegli, ma non c’è reale differenza tra lo stato di sonno e il cosiddetto stato di veglia nell’uomo ordinario.

Se non ritieni questo possibile, allora nulla di quanto scrivo ti può essere di alcuna utilità, ti chiedo scusa per il tempo che ti ho fatto perdere, puoi smettere di leggere oltre.

Dopo aver chiesto chi sei, se ora ti chiedessi dove sei, cosa mi potresti rispondere? Che sei da qualche parte qui sulla terra, in un sistema solare di una galassia che fa parte di un universo, ecc. Ma dove si trova tutto questo?

realtàAntiche filosofie, e anche la scienza del mainstream si sta avvicinando lentamente a questa verità, affermano che spazio e tempo sono in realtà un’illusione, come pure tutta la manifestazione dell’universo materiale. Allora dove sei, se questa è un’illusione? E in quale segmento della linea del tempo ti trovi dato che viene calcolato in base alle rotazioni della terra intorno a un sole che pare ruotare su sé stesso in uno spazio che non esiste realmente? Il passato non esiste più, il futuro non c’è ancora, esiste solo il presente. Dov’è il tuo sé di un minuto fa?

Dovresti essere terrorizzato, o per lo meno avere un principio di terrore anche se troncato sul nascere. In caso contrario la tua mente ha tirato giù tutti gli schermi blindati e dal suo bunker si prepara a difendersi.

La mente sa che verrebbe annientata se il sé si svegliasse.

Spero che ti possa comunque essere utile questo articolo, che scriva o meno un libro. Buon proseguimento qualunque direzione tu prenda!

E non dimenticare che il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco ti permette di ottenere un corpo pulito e una mente limpida, mezzi necessari per una fruttuosa ricerca su se stessi!

E non dimenticare che un essere spirituale libero ha delle capacità infinitamente più grandi di qualsiasi essere spirituale ridimensionato alla condizione di essere umano.

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